A riprova della teoria che la tv è una radio illustrata e che le immagini sono un optional, c’è il fatto che ogni evento più o meno epocale finisce per riassumersi in poche immagini, a volte solo una. Per esempio, tangentopoli divenne la facciata del palazzo di Giustizia di Milano attraversata da un tram giallo e la Costa Concordia, giorno dopo giorno, ha rischiato di essere solo lo sfondo per inviate scapigliate e cronache giallo-rosa. Sfondo subito sostituito dalle tormente di neve, su cui si stagliano le facce stravolte di corrispondenti locali surgelati, che ormai da una settimana presidiano le intemperie muovendo a fatica le labbra sferzate dal gelo. All’inizio, si facevano inquadrare spavaldamente a capo scoperto, ora hanno finalmente deciso di proteggersi e appaiono bardati stile ritirata di Russia. Uno di questi giornalisti polari, si chiama Antonio Farné e riferisce per la Rai dallo snodo di Cesena, adesso si sta preparando all’annunciato ritorno “di fiamma” del gelo. Speriamo non voglia immolarsi per un’azienda non ancora deberlusconizzata, che non merita sacrifici estremi.