Alemanno, un sindaco da dimenticare

07 febbraio 2012

Il sindaco Alemanno ha tentato di reagire alle immagini della splendida débacle della città eterna con una esposizione televisiva praticamente totale. Per l’intera giornata lo si è visto dappertutto, vestito di nero come un picchiatore fascista, intento ad attaccare la protezione civile col coltello tra i denti. Il Pdl gli è andato dietro, non si sa con quale strategia, visto che, così, quella che poteva essere considerata una personale inadeguatezza, si è estesa a tutta la parte politica. Comunque, la reazione degli spettatori alla rabbia incontrollata del sindaco non è stata quella di fare blocco con lui. Anzi, alla fine, era inevitabile chiedersi che cosa faceva il primo cittadino in tv, anziché spalare la città. E, se non fosse bastata la neve, di sera è arrivata l’inchiesta di Iacona, per dare dell’era Alemanno un quadro completo. Anzi no: mancava la cronaca di parentopoli. Ai lamenti del sindaco sui debiti «ereditati dalle amministrazioni precedenti» (secondo la formula berlusconiana), si poteva replicare con la domanda: se le casse di Roma sono vuote, come mai tante assunzioni senza merito?

   
 
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